RECUPERO DI PARTI COMUNI CON IL SÌ DELL'ASSEMBLEA

LA DOMANDA Sono amministratore di condomìni. In uno stabile esisteva una porta che dava su un corridoio, il quale serviva gli ingressi di due differenti uffici. Il proprietario di uno dei due uffici ha comprato quello adiacente e, senza chiedere nulla, ha abbattuto il muro, inglobando anche il corridoio. Alle mie proteste ha risposto che lui era diventato comunque l'unico a poter fruire del corridoio stesso. Porterò il caso in assemblea dopo avere intimato la sospensione dei lavori. In questo caso, per autorizzare l'azione, occorre una maggioranza qualificata o l'unanimità? È possibile chiedere un affitto, o vendere quei metri di corridoio, se tutti sono d'accordo (fermo restando che la soluzione migliore sarebbe quella di ripristinare lo stato preesistente)? Mancando l'unanimità, il soggetto in questione è obbligato a ripristinare? Oltretutto, il corridoio aveva una porta-finestra che consentiva l'accesso al tetto di un altro stabile, e, allo stato attuale, questa è una possibilità che viene negata agli altri condòmini.

Quotidiano del Diritto

Il Quotidiano del Diritto è il nuovo strumento di informazione e formazione professionale pensato per avvocati, notai, magistrati e giuristi di impresa.

Sei un nuovo cliente?

Per continuare a consultarlo in maniera gratuita* per quattro settimane attiva subito la promozione.

Attiva

* È possibile attivare la promozione una sola volta

Sei già in possesso di username e password?