LIMITI ALLA POSSIBILITÀ DI SEPARARSI IN COMUNE

LA DOMANDA Mi riferisco all'articolo 12 del Dl 132/2014 e alla circolare 6/2015 del ministero dell'Interno. La norma prevede che, nella procedura di separazione davanti al sindaco, non siano ammessi accordi che contengano patti di trasferimento patrimoniale. Si considerano tali solo quelli che siano produttivi di effetti traslativi di diritti reali. Orbene, la previsione dell'assegnazione della casa coniugale, necessaria, dal momento che i coniugi dovranno vivere separati, può rientrare nell'accordo procedurale davanti al sindaco o rientra nel divieto citato, dal momento che tale assegnazione non produce effetti traslativi di diritti reali?

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